Querela o denuncia? Le principali differenze e le conseguenze

Querela e denuncia, sono termini legali, ormai entrati in uso comune, ma non sono sinonimi, pur essendo confusi ancora di frequente.

Le differenze principali riguardano il tipo di reato per il quale possono essere inoltrate. Nel nostro ordinamento, infatti, esistono due tipologie di reato: quello perseguibile d’ufficio e quello perseguibili ad istanza di parte.

La prima tipologia comprende i reati considerati più gravi per cui si deve procedere d’ufficio tramite denuncia, come nel caso in cui un appartenente alle Forze dell’Ordine che passa la notizia al P.M., venga a conoscenza di un’ipotesi di reato, per il quale si deve procedere “d’ufficio”, cioè iscrivere l’ipotesi di reato nel Registro Generale Notizia di Reato della Procura e avviare le indagini.

Nel caso di reato ad istanza di parte, invece, serve la querela della presunta persona offesa, altrimenti non si può procedere d’ufficio.

Denuncia

Con la denuncia si porta a conoscenza dell’autorità giudiziaria un atto criminoso che per legge va perseguito d’ufficio e non deve necessariamente essere la vittima a sporgere denuncia, ma chiunque sia a conoscenza del fatto. Esistono casi in cui la denuncia è obbligatoria e altri in cui è facoltiva.

Se non si denuncia un delitto contro la personalità dello Stato, ad esempio, pur essendone venuti a conoscenza, la legge punisce con l’ergastolo.

Altri casi in cui la denuncia è obbligatoria, per non essere passibili di sanzioni penali e della reclusione fino ad un anno, sono:

  • Aver ricevuto, anche in buona fede, denaro falso.
  • Aver ricevuto beni materiali o denaro di provenienza illecita o sospetta.
  • L’essere a conoscenza di materiale esplosivo o l’aver trovato un’arma o parti di essa.
  • L’essere a conoscenza di frodi in ambito sportivo, quando si è rappresentanti di Enti affiliati o riconosciuti dal CONI e dall’UNIRE.
  • L’essere venuti a conoscenza di un sequestro di persona, anche solo tentato, a scopo di estorsione.

In tutti gli altri casi, sul cittadino non grava l’obbligo di denunciare il fatto all’autorità giudiziaria.

La denuncia comunque, quando è presentata dalla vittima di un reato, questa o i propri eredi, può scegliere di costituirsi anche parte civile, introducendo la richiesta di risarcimento danni. Non c’è limite temporale alla presentazione di una “denuncia facoltativa”, salvo la prescrizione del reato, in ogni modo, è bene essere consapevoli che una denuncia, una volta che è stata inoltrata, non è più revocabile.

Revocabile è solo la costituzione di parte civile, sia in forma espressa, sia in forma tacita e in qualsiasi stato e grado del procedimento. Ovviamente questa revoca porta alla rinuncia del risarcimento danni.

Querela

La querela dal suo canto, relativa ai reati perseguibili ad istanza di parte, è applicabile quando la parte lesa (genitori per i minori di 14 anni, tutori o procuratori speciali per le persone con infermità) segnala di essere stata vittima di un atto criminoso, come ad esempio una minaccia, lo stalking o la diffamazione su Facebook, ed esprime la propria volontà, che si proceda per cercare e punire il colpevole. La segnalazione deve contenere: l’indicazione del reato subito, la volontà di procedere, ed eventuali prove a supporto.

La querela, in forma orale o in forma scritta, va presentata entro tre mesi dal giorno in cui la vittima è venuta conoscenza del fatto o entro sei mesi per i reati contro la libertà individuale. Nel momento in cui, viene presentata la querela, sia al querelante, sia al suo Avvocato, viene rilasciata una ricevuta.

Remissione o rinuncia di querela

La remissione di querela può avvenire anche in forma tacita, cioè senza che il querelato venga consultato, ma è possibile solo quando accadono fatti palesemente contrari alla volontà di persistere nella querela.

La remissione non è possibile invece, in seguito alla condanna per i reati che violano libertà individuale o in materia di violenza sessuale, né per atti persecutori che siano stati compiuti con minacce di particolare gravità.

In tutti gli altri casi, la remissione di querela può essere eseguita solo se anche il querelato accetta, poiché se egli è innocente e vuole dimostrarlo mediante il processo, può decidere di non archiviare la querela per poi affrontare il procedimento penale, al fine di poter dimostrare la sua completa estraneità al reato contestato dal querelante.

Si definisce infine, rinuncia alla querela, il caso in cui, il querelante prima ancora di aver esercitato il diritto di querela, rinunci a presentarla ufficialmente.

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